venerdì 16 novembre 2007

"Sin city" a graphic novel by Frank Miller





Sin city, un po' come 300 ha ottenuto la sua massima notorietà per merito del film, un ottimo film per quello che ho detto in un post precedente... ma è lecito chiedersi come si è passati dal fumetto al film e come Miller aveva pensato la sua opera prima che essa fosse adattata al grande schermo.

Sin city è composto da 6 grafic novels separate, tutte ambientate nella fantomatica città del peccato, quasi tutte che presentano personaggi diversi, ma legati tra di loro da una sottile linea che unisce i loro destini, le loro personalità e i loro caratteri.
La città del peccato ci colpisce un po' tutti per la sua crudezza e la sua forza, una forza che ha come obbiettivo quello di estremizzare ogni comportamento, sentimento, emozione.
A Sin city tutto è all' ennesima potenza, come anche le emozioni che essa suscita, e le sensazioni che essa ti trasmette sono molto più forti di quelle che qualsiasi altro fumetto potrebbe mai fare.
A un così alto grado di sublimazione ogni episodio di questa grafic novels perde significato e fa spazio allo stupore e all' esaltazione del lettore: la storia in se stessa, seppur molto intrigante, viene surclassata dall' atmosfera macabra e agghiacciante che questa città si porta dietro e ogni vicenda passa in secondo piano per fare spazio alla più pura esaltazione e immedesimazione del lettore.
Chi di noi non si è mai sentito il Marv milleriano, o Jackie Boy o ancora Dwight o Hartigan, che a differenza delle situazioni si ritrovano a essere vittime o carnefici, umani e disumani.

Ma Miller raggiunge la perfezione stilistica con i dialoghi e con i disegni di questa superba Sin City. Nel suo stile di scrittura ogni parola ha un suo scopo, come anche ogni suono, ogni sillaba ha un senso, ogni dialogo è stato curato in modo da raggiungere una perfezione raramente ricercata nei fumetti.
Le tavole sono ancora più fantastiche e sintetizzano la visione milleriana del mondo: anche esse infatti sono portate all' inverosimile, sia nel colori (che risultano rigorosamente nero e bianco con poche eclatanti eccezioni) sia nella stilizzazione che viene portata all' ennesima potenza e lascia un grandissimo spazio all' immaginazione del lettore.

Un grandissimo capolavoro, simbolo del fumetto moderno, ampiamente paragonabile alle pietre miliari come "Watchman" o "V for vendetta", assolutamente da leggere per ogni appassionato di fumetti in genere, ma anche di letteratura, grazie alla perfezione dell' operato del grandissimo Miller

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi ricordo quando ho letto Sin City per la prima volta, per l'esattezza era il '99 e l'albo era "Un triste addio".

All'epoca non conoscevo ancora i veri fumetti d'autore, ed è grazie a Sin City che mi sono avvicinato ai veri capolavori e in particolare a Miller.
Sicuramente sin city è la sua opera maxima, irraggiungibile ed eterna.

Complimenti per l'articolo e per i gusti!

ciao e alla prossima!

Anonimo ha detto...

peccato che dalla graphic novel siano riusciti solo a trarne un film mediocre, poco coerente e frammentario! voto negativo per me...

saluti

Lord Markus ha detto...

Uhm... dalla mia modesta posizione di appassionato di Miller non riesco a comprendere pienamente la tua critica... guardando il film sembra quasi di vedere le vignette della GN muoversi sullo schermo, con la maggior parte delle battute che sono ricalcate pari pari dal fumetto. Frammentario? Beh, sono tre storie diverse, intrecciate fra di loro anche molto bene secondo me, poi questo potrebbe essere relativo.
Però sul serio, non riesco a comprendere come si possa apprezzare la graphic novel e non il film, o viceversa...

Anonimo ha detto...

questo lo dite perchè analizzate solo superficialmente, se andaste più a fondo vedreste tante di quelle sconcerie che manco a parlarne.....

Marv ha detto...

Hei, ragazzo, non iniziare a insultare, per favore... noi siamo tutto fuorchè superficiali.
Piuttoso spiegaci perchè secondo te il fumetto è così distante dal film... secondo me la principale differza è appunto che sono 2 differenti mezzi di comunicazione e quindi vanno interpretati in modo diverso.
Per il resto si assomigliano molto anche perchè alla base di entrambi vi è il genio di Miller.
Cmq saremo ben contanti di sentire il tuo argomentato punto di vista che ci spiega quali sono le enormi sconcezze che noi non avermmo colto da superficiali quali siamo.

Saluti,
Marv

Anonimo ha detto...

quoto simon!!


anche se a me pure il fumetto era sembrato un po' da froci, io o letto solo quello con gli spartani e mi ha fatto cacare