giovedì 11 ottobre 2007

Batman Begins


Ciao a tutti!

Stavolta non mi dilungherò ad analizzare il film in questione, in quanto la cosa impotante sono le emozioni che esso vi trasmette mentre lo guardate, quello che provate, le vostre sensazioni e inquietudini...
Infatti tutto il film ruota attorno al sentimento della paura; una paura che nel caso di Bruce era diventata una paranoia e si era trasformata in un folle e delirante desiderio di vendetta, finchè non si unisce a una confraternitta buddista, che gli insegna a dominare e controllare rabbia e paura, che lo inizia alle arti dei ninja, sottoponendolo a prove di durissima resistenza fisica e mentale.
La paura è la padrona di Gotham City, il crimine è la quotidianità, il terrore cresce nella società e in ogni persona che non può fronteggiare l' ondata di criminalità e di morte che si sta abbattendo sulla città dalla morte dei genitori di Bruce; la corruzione si insinua in ogni parte e distrugge tutto quello per cui avevano lottato e faticato, devasta dall' interno tutto quello in cui avevano creduto e sperato.
La paura è il sentimento che il neo Batman insinua nei suoi nemici, la paura dell' ignoto e dell' oscurità.
Ancora la paura è il sentimento del caos, della confusione più assoluta che si sprigiona a Gotham alla fine del film, che ne sconvolge gli ordini le regole e che ancora spinge il nostro eroe a scontrarsi con le sue angosce e a salvare la sua città dall' autodistruzione.

Non è necessario riflettere per capire che siamo in presenza di un gran film, diretto magistralmente da un grande Cristopher Nolan, un film che ti colpisce a fondo e che sodddisfa ogni genere di spettatore, non solo chi si aspetta azioni spettacolari, ma anche a chi importa giustamente anche dei personaggi, del loro carattere e delle loro emozioni.


Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il cast che il film ha avuto... un cast eccezionale che comprende il bravissimo Michael Caine nel ruolo di Alfred, un eccelso Liam Neeson e soprattutto Chistian Bale, veramente perfetto in tutti gli aspetti e a mio parere un attore di una grande espresività e versatilità.
Peccato che Katie Holmes non sia veramente entrata nella parte, ma comunque in questo film non ha dato una pessima impressione di se.

venerdì 5 ottobre 2007

"Sogni" by Tiziano Sclavi

Un Dylan a cui sono molto legato e che mi ha veramente colpito è lo speciale numero 7, uscito nell' ormai lontano 1993 intitolato molto giustamente "Sogni". Gli autori sono una garanzia, da Sclavi (nel periodo di sua massima produttività) a un Freghieri bravissimo che da il meglio di se e disegna dei personaggi completamente diversi uno dall' altro, seguendo le direttive di Tiziano.

Infatti i personaggi sono caratterizzati completamente e in modo molto dettagliato; questo avvene perchè il Dylan si snoda attraverso una serie di visioni o sogni che legano i 5 protagonisti, persone con particolari poteri sensitivi, tra cui c'è anche Dylan, radunati da un eccentricissimo Wells, che vuole studiare i complessi meccanismi della mente umana. Egli paga profumatamente i protagonisti e monitora i loro sogni per 5 giorni, finchè i loro inconsci non si ritrovano in un paesino sperduto nella brughiera, un frutto dell' immaginazione, della fantasia o della follia, che porta come nome Nowhere, nessun luogo. Questa odissea porta i protagonisti a confrontarsi con i compagni, a analizzarsi criticamente e a riscoprire se stessi, il proprio passato ormai sepolto, dimenticato.
A facilitare la loro ricerca interiore (o a rendere più difficile?) appare l' emblematica figura del destino, personificata nel giullare, nel matto, che complica le carte in gioco e che interviene a svelare il passato e il futuro dei protagonisti.

Il Dylan si presenta come un' avventura psicologica, un viaggio psicanalitico alla ricerca di se stessi e il lettore diventa il protagonista, si immedesima nei personaggi e rimane affascinato dalla varietà di sentimenti, di sensazioni, di dolori che possono essere provate; egli stesso si perde nell' universo della mente e del cuore di Dylan e dei suoi compagni. Il fumetto è infatti ampiamente allegorico, ogni oggetto e ogni situazione hanno il loro significato e il loro posto nella mente dell' autore... resta al lettore interpretare l' opera, cogliere i simbolismi, le citazioni e fare proprio il messaggio di Sclavi: "non dimenticare mai chi sei".

Importante è il significato assunto dal numero 5 (cinque cavie, cinque giorni, e molti altri, se avete letto il fumetto); come dice Dylan 5 è il numero del caos e quindi del labirinto, ma anche quello del pentagramma e quindi dell' amore (pentagramma è lover's knot in inglese). Infine è il numero dell' animo umano in quanto rappresenta l' unione tra bene e male perchè primo numero unione di un numero pari e uno dispari. Numero dell' anima anche perchè 5 sono le caratteristiche di questa: odio, amore, vendetta, vergogna e compassione.

Dylan, come è suo solito, non è il vero protagonista della storia, egli si limita a combattere la propria guerra per sopravvivere e quindi in questo caso lotta contro l' oblio e contro il dolore di non poter fermare l' inevitabile. Il protagonista è il destino, crudele e dolcissimo, che tesse la sua tela come un ragno affamato, che contrasta il nostro libero arbitrio e che deve essere quindi combattuto da tutti noi giorno dopo giorno ad armi spianate, perchè la libertà è il miglior dono che mai ci è stato fatto.


Questa è la mia interpretazione e il mio giudizio,
commentate voi (naturalmete se l' avete letto),
alla prossima,
MARV