
Ora che ho trovato uno spiraglio di tempo all' interno dei miei impegni postscolastici (capirai che impegni) vi coprirò di parole per parlare del mio film preferito in assoluto, a cui vi avevo accennato sul precedente post di cinema, un film a cui rimarrò sempre legato, un film che mi ha colpito non solo grazie alla storia rivoluzionaria, ma soprattutto per merito di una sceneggiatura da maestri e di un cast perfetto, magistrale.Credo che dal titolo del post abbiate capito di cosa si tratta... V for vendetta, tratto dall' omonimo fumetto di Alan Moore, ma adattato al grande schermo da due geni come i fratelli Wachowski. Questi due registi avevano già fatto successo con la trilogia di Matrix, a mio parere eccessivamente romanzata, ma comunque ben prodotta e ben diretta. Tuttavia secondo me il loro vero e grande capolavoro è V for vendetta, il film al quale stavano già lavorando, ancora prima di girare Matrix, ma che avevano però deciso poi di rimandare a causa di mancanza di mezzi. Così ci hanno riproposto la storia di un giovane ma comunque piuttosto ispirato Moore, adattandola in modo non da ottenere un' interessante ma compromettente visione di una Londra dispotica e fascista, ma in modo da creare un' avvincente, introspettiva e coinvolgente lotta per la libertà in un ambiente saturo di dispotismo e tirannia.
Il film è quindi la storia di un terrorista, V, che, unico nel suo paese, si erge ad affrontare la dittatura e a lottare per la libertà; così si rivolge alla popolazione sottomessa (più psicologicamente che fisicamente) e risveglia in loro i sentimenti sopiti da tanto tempo: orgoglio, fiducia, caparbietà e tenacia. Contemporanemente la stessa storia si concentra in particolare su due personaggi: V stesso e una ragazza, Evey Hammond, i cui destini si incrociano. I loro discorsi e le loro azioni colpiranno lo spettatore, in quanto frizzanti, coinvolgenti e infine molto riflessivi. Tutto il film infatti, non solo mette in crisi il modello sociale, portandolo all' esasperazione e quasi al paradosso, ma colpisce duramente anche quello emotivo, ponendo in relazione un personaggio inflessibile come V e uno molto emotivo, ma tuttavia risoluto, come Evey. Il loro rapporto infatti sarà come un confronto tra un' idea inflessibile (simboleggiata da V) e una persona umana capace di piangere e soffrire.
Oltre che sul terrorista l' attenzione è concentrata anche sull' altra parte dello "schieramento", lo stato dispotico che si trova a fronteggiare per la prima volta una situazione critica. Questo è in parte formato da uomini spietati e privi di coscienza, mentre dall' altra sono presenti persone più umane che si sono trovate invischiate nel sistema di potere della dittatura senza rendersi minimamente conto di cosa essa sia capace e che quindi, nonostante continuino a lavorare per lo stato, rimangono colpiti dalle azioni di V.
Il film non risulta affatto statico, ma al contrario molto dinamico, con continui ribaltamenti di situazione, interventi spettacolari del terrorista, e l' intreccio risulta in un paio di punti contorto, a causa dei flashback, che però non fanno altro che rendere la storia più interessante e meno lenta.
In fin dei conti il film è un inno alla pace e alla libertà, raccontato dai due magistrali registi in modo piuttosto introspettivo e psicologico, e soprattutto in modo piuttosto strano, diverso dal consueto... Riescono infatti a ribaltare la situazione, a far piacere al pubblico i nemici della tranquillità e della pace, a creare un eroe immaginario, che non esiste realmente, ma è presente all' interno di ogni persona, un eroe allo stesso tempo di una potenza inaudita, ma il cui obbiettivo non sarebbe raggiungibile senza l' appoggio del popolo, che non sarebbe possibile senza un sacrificio.
Naturalmente una produzione di così alto livello non sarebbe stata possibile senza il cast che ha avuto... non un cast eccezionale, ma secondo me il più adatto alla vicenda. Troviamo nei panni di V un Hugo Weaving dalla voce poderosa e dai movimenti più che azzeccati, ma soprattutto una Natalie Portman che si è lasciata alle spalle il ruolo in Star Wars e si comporta ora più che egregiamente sfoggiando tutta la sua abilità e tutto il suo fascino, anche rasata zero.
Molto convincenti risultano anche l' ispettore Finch (Stephen Rea) e tutti i membri del partito, in particolare l' alto cancelliere Adam Sattler e il volto di Londra Louis Protheto.
Per finire non posso che annunciarvi che l' ambientazione psicologica e le idee di fondo sono apertamente ispirate al capolavoro di George Orwell "1984"; ma questo non è un motivo per disprezzare o sminuire l' effetto o le emozioni suscitate da questo film. Infatti esso narra una storia completamente diversa, molto originale e neanche lontanamente paragonabile a quella raccontata da Orwell nel lontano 1948. Le due vicende, al di là del' ambientazione non potrebbero essere più diverse, se non per il tema di fondo: la ricerca della libertà. Ma non mi sembra giusto accostarli tra di loro: solo perchè vanno in scena nel prossimo futuro, non vuol dire che sono uguali, no?
Voi avete visto questo grandissimo film? Cosa ne pensate? A voi la possibilità di commentare.
Ciao a tutti dal vostro MARV
15 commenti:
ciao sn sempre io
si bello v per vendetta, il film però, xkè il fumetto (ke ho preso con xl di repubblica l'anno scorso) nn sono nemmeno riuscito a finirlo... troppo impegnato e e complesso... nn mi piace molto
il film però è 1 spettacolo sul serio!
come hai detto tu (e a quanto pare anke io) il film è geniale.
Il fumetto è molto diverso, infatti lo stesso Moore non ha voluto il suo nome nei titoli di coda... il fumetto come ho lasciato intendere è abbastanza pazzo, con continui cambi di luoghi e situazioni, e avvengono cose apparentemente inspiegabili.
Tuttavia esso fa sempre parte della storia del fumetto e quindi ti consiglio di finirlo, e non preoccuparti se non capisci niente o ti sciocchi, io stesso dopo averlo letto circa 1 anno fa ne sono uscito se non terrorizzato comunque colpito fortemente...
ciao, MARV
boh vedrò di finirlo... anche se ripeto, nn mi attira molto.
hai letto wolverine della serie dark side?
No, Wolverine non l' ho letto, ma un mio amico oggi me lo presta, così posso dirti cosa ne penso... gli X-men non mi hanno mai attirato molto, ma la serie dark side è molto bella... lo leggerò e ti dirò il mio parere.
ciao, MARV
leggilo leggilo ke ne vale la pena!
come mai nn ti piacciono gli x men?
Lo leggo, lo leggo... gli X- man, come un po' tutti gli altri supereoi, mi sembrano un po' falsi, eccessivi. Di supereroi mi piacciono molto Batman, che non ha superpoteri superlativi (in effetti non ne ha proprio), e soprattutto quelli di Wanted (leggilo al più presto e ti stupirai).
Cmq ho sentito che il Wolwerine di "Wolverine" non è il superfigo degli X-man, ma un pesonaggio rude, ostile e grottesco, quindi penso che sia un supereroe del mio genere... vedremo.
ciao, MARV
sisi è vero, ma se si chiamano supereroi devono avere anke un lato più assurdo e fantasioso, secondo me, altrimenti sarebbero eroi normali (come batman, ke come dici nn ha superpoteri)
Hai ragione, ma io non ho detto ke non è giusto ke i supereroi abbiano i superpoteri; io ho solo affermato che preferisco di gran lunga gli eroi, quelli nei quali ti puoi immedesimare, quelli che sono umani, che hanno pregi, difetti, provano dolore e soffrono come tutti noi.
Comunque rimangono interessanti e soprattutto spettacolri anke i supereroi, anke se non ti potrai mai emozionare realmente leggendo le loro avventure :-P
ciao, MARV
sisi è vero, in qst hai perfettamente ragione. però a me gli x-men non dispiacciono, anche se preferisco di gran lunga il wolverine della drak side, qll si che è il migliore!!
Ho letto Wolwerine...non eccezionale, ma molto bello.
Decisamente meglio dell' eroe figo, ingellato e abbottonato degli X-man. Molto interessante il suo aspetto trasandato, la sua irascibilità e comunque la sua integrità morale. La storia è addirittura un po' troppo semplice, ma lui fa un' ottima figura... bella poi la fine, quando la polizziotta deve fare l' identikit.
Infine è fantastica la copertina... un capolavoro. I disegni sono un po' anonimi, ma cmq azzeccati.
Ciao, MARV
a me invece fa impazzire quel fumetto, l'avrò riletto una 20ina di volte, troppo bello!
io invece ho finito v per vendetta, boh ci ho capito poco, è ancora più strano dell'inizio. però bella la fine con finch che se ne va, anche se nn ho capito una cosa, cioè che significato ha il "vile cabbaret", sai quando v suona il piano e canta... ecco volevo chiederti se tu lo sai e puoi spiegarmelo grazie!
Bella domanda.
Be', un intero capitolo si intitola "un vile cabaret"... io penso che sia una sorta allegoria del governo... provo a spiegartela.
Allora il cabaret è una sorta di spettacolo farsesco, con sketch comici e siparietti musicali (un po', come zelig, per intenderci).
Penso che sia una metafora dello stato: come se tutto fosse una montatura, una buffonta non reale; lo stato infatti si trova sotto il potere di una macchina, il cosiddetto "fato"(tra l' altro controllata da V)e V stesso compare un paio di volte sul palco, come a simboleggiare i suoi interventi molesti all' internio della rigida strutura dittatoriale.
comunque è tutto molto confuso, paranoico...
Grazie di aver seguito il mio consiglio e averlo letto... in ogni caso vale la pena di conoscere le basi del fumetto moderno.
ciao, MARV
ma come mai ti arrabbi quando ti contraddicono?sei per caso un ragazzino viziato che non ha mai sentito un rifiuto dalla mammina e si legge i suoi bei fumetti e non sopporta le obiezioni?IGNORANTE
Ciao!
Complimenti per il blog!
Comunque... ho visto il film ed è diventanto uno dei miei preferiti tanto che ho deciso di utilizzarlo come tema centrale per la tesina che dovrò presentare agli esami di maturità di quest'anno.
Mi piacerebbe fare quattro chiacchiere con te per approfondire questo argomento... come posso contattarti?
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