Adesso a me tutta la vostra attenzione possibile... probabilmente una buona parte di voi o miei affezionati lettori avranno visto quella merda di un film di Eragon, una cosa aberrante, schifosa: una merda assoluta... ma questa volta non parlo soltanto per mia esperienza cinematografica, ma soprattutto perché non ho potuto che instaurare il confronto con il libro.Per prima cosa vi parlerò un po' del romanzo, un' opera magnifica, che mi ha fatto appassionare al genere fantasy più di ogni altra cosa; così potrete accorgervi di quanto ha perso il film.
Allora, il libro è un insieme di peripezie e incontri: il protagonista si muove all' interno di un universo sconosciuto sia a lui che al lettore; Eragon è spaesato alla vista di un mondo così pregno di magia e novità, cose che lui neanche immaginava potessero esistere. Grazie al vecchio ma ancora arzillo e scaltro cantastorie Brom si avventurerà in questo universo pregno di pericoli e misteri, affrontando nemici temibili come gli urgali, inseguito da creature insieme mostruose e abilissime come i ra' zac; ma soprattutto Eragon imparerà a conoscere se stesso, ad apprendere la il suo potenziale, la sua forza, la sua importanza e il suo destino.
Fino a qui tutta l' opera potrebbe solo sembrare un interessante fantasy, ma sono presenti delle caratteristiche che rendono questo libro unico nel suo genere, un vero capolavoro.
Per prima cosa il drago che fa da perno a tutta la storia, e che non è solo un burattino al servizio del protagonista, ma è un essere pensante e cosciente, legato in modo indissolubile a Eragon; tuttavia non è affatto docile, ma orgoglioso, passionale e sì, a volte si comporta in modo avventato o stupido. Molto importante e interessante risulta il rapporto tra il protagonista e il suo drago, le cui menti sono collegate telepaticamente, poiché essi non saranno d' accordo su tutto e diverse volte si irriteranno l' uno con l'altro.
Poi la magia, che in questo libro è spiegata meglio che in qualunque altro. La magia è legata a un linguaggio, l' antica lingua degli elfi, e non solo è molto difficile da praticare, ma richiede un enorme sforzo fisico e mentale: infatti ti prosciugherà tanta energia di quanta ne sarebbe necessaria per compiere l' azione senza di essa. Inoltre, come ho detto, la magia è praticabile solo grazie alla conoscenza approfondita del linguaggio elfico e questo, oltre che a complicare le cose a dismisura, simboleggia l' importanza delle lingue e della comunicazione.Per finire è molto affascinante l' universo in cui tutta la vicenda ha luogo: Alagaesia (con la dieresi sulla e). Esso è infatti molto reale, con foreste, fiumi, deserti, paludi, montagne, e al suo interno sono presenti le tre razze: gli elfi , i nani, e soprattutto gli umani, che popolano la maggior parte del mondo sotto il comando del dispotico Galbatorix, anche lui cavaliere dei draghi.
Toccherà a Eragon opporsi al regno del tirannico sovrano e scoprire un potere per lui fin ora troppo grande anche solo da essere immaginato...
Il confronto col film e un commento a Eldest nella seconda parte dell' articolo...
Ciao a tutti e non perdetevi il seguito,
MARV
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